Adesso è il turno della giovanissima Alessandra Amoroso.
Sicuramente la strada da fare è ancora tanta per l'ex concorrente del talent show "Amici" ma, a giudicare dagli errori commessi nella clip dell'ultimo singolo "Senza Nuvole", il cammino per emulare il Blasco è decisamente ben tracciato!
Seduta davanti ad un immancabile Apple (azzeccatissimo "product placement") scrive il testo della canzone (min 2.55) con tanto di incredibili errori, da "Senza andata ne ritorno" a "Allo Rizzonte".
"Senza Nuvole". O, per dirla alla Vasco... senza parole!
Tutto era cominciato con un video-teaser e un messaggio in codice: "Remember, remember the 8th of November".
Che la volpe da "acchiappare" fosse quella di Firefox era chiaro sin dall'inizio, ma nessuno immaginava come si sarebbe materializzata nelle strade di Roma.
Ieri, 8 novembre, la volpe di fuoco ha invaso Roma ed ha colorato la città in maniera assolutamente spettacolare. L'occasione era degna di essere celebrata alla grande: il 5° compleanno del notissimo browser open source.
Come si legge dal comunicato ufficiale: "Firefox [ha percorso] il centro di Roma grazie al veicolo offertole dai Video Raid, performance artistica ideata da Verbo, street artist di fama internazionale, che fonde assieme l'urgenza espressiva propria della street art con le potenzialità comunicative delle arti visive elettroniche.
Un’innovazione artistica e radicale dei vecchi schemi di comunicazione sviluppata da nois3lab per Firefox, fusione dell’urgenza espressiva propria della street art con le potenzialità comunicative delle arti visive elettroniche".
Dietro ai video raids c'erano nois3lab e project-on, con la direzione artistica di Verbo. L’evento è stato seguito anche da Nstreet, la nuova community powered by Nokia, media partner dell'evento.
Da buon copywriter "on the road", ho seguito la volpe di fuoco a bordo del mio Pandino.
Ecco il frutto della mia "caccia alla volpe"
Tutti vogliono divertirsi.
Tutti voglio giocare.
Quasi tutti amano gli scherzi.
Sono sempre stato fermamente convinto che anche in comunicazione è importante far giocare le persone, farle divertire, farle sentire parte integrante del processo comunicativo.
L'azione di cui sto scrivendo oggi non è certo originalissima (non è la prima volta che si utilizza questa tecnologia in pubblicità), ma il fatto che sia stata sviluppata in Italia e che sia stata adoperata per promuovere un libro merita senza dubbio una menzione.
Di che si tratta? Partiamo dal libro: Hunger Games, romanzo best seller di Suzanne Collins uscito da qualche giorno in Italia edito da Mondadori.
Passiamo ora, all'elemento più "gustoso", un gioco/scherzo da fare agli amici.
La dinamica è molto semplice: inserendo email e cellulare dello "sfortunato" amico, lo stesso verrà catapultato suo malgrado nel crepuscolare mondo descritto da Suzanne Collins.
All'amico, infatti, arriverà una mail con uno strano messaggio: "perchè lo hai fatto? la tua scheda è già on line". Di che scheda si tratta? Una pagina personale alla quale si arriva tramite un link con le inquietanti probabilità di sopravvivenza del destinatario dell'eamil.
Mentre legge il messaggio, il suo cellulare suonerà ed una voce femminile gli spiegherà che in 24 ore sarà prelevato e sarà portato nell'arena dove deve prepararsi a lottare se vuole sopravvivere e tutto sarà filmato. Farà parte, insomma, degli Hunger Games (qui la pagina Fan su Facebook).
Finita la chiamata apparirà sullo schermo uno messaggio con scritto : "niente paura, il peggio è passato", con tanto di messaggio promo del libro.
Insomma, una una bella campagna che ha il merito di rendere gli utenti protagonisti, coinvolgerli e fargli conoscere contemporaneamente il prodotto reclamizzato.
Sarebbe interessante, però, sapere quante vittime dello scherzo abbiano poi deciso di acquistare il libro.
Con grande sorpresa -e piacere- hanno deciso di sottoporre anche a me le ormai famose 5 domande: Chi sei? Saluta, presentati e parlaci un po’ di te
Cos’è per te “non convenzionale” ?
Ritieni di essere sopra le righe?
Ti occupi di NC, cosa ti ha spinto e quali sono i tuoi progetti?
Per concludere: “Hai qualcosa da dire in tua discolpa?”
Ecco le mie risposte.
P.S.
il video l'ho realizzato di domenica mattina, quindi perdonate le mie incertezze e lo sguardo più calante del solito...
P.P.S. Il brano di sottofondo è "Weekend Amnesia" dei Revolution Void (dall'album "Increase the Dosage") from Jamendo.
In tutte le città d'Italia abbondano vie con "inutili" nomi di piante, alberi e delle più variegate specie floristiche.
Mi sono sempre chiesto se non fosse più utile cambiare nome a quelle strade in nome della memoria.
Se l'è chiesto anche l'Associazione daSud che, a differenza mia, è passata alle vie di fatto.
Con un'azione degna delle migliori strategie di guerrilla marketing, in numerose città d'Italia alcune strade hanno visto i loro nomi sostituiti in favore della memoria.
Sono state in tal modo ricordate alcune vittime dimenticate delle mafie.
E così, stamattina, tornando al lavoro mi sono imbattuto in via Giancarlo Siani, giornalista mio corregionale ammazzato dalla Camorra perché "parlava troppo".
Decisamente meglio di Via dell'Edera no? (qui altre foto)
Due cognomi, messi uno accanto all'altro, possono creare strane ed equivoche affermazioni.
Leggerezza da parte del committente o abile manovra subliminale?
Probabilmente molti elettori anti-berlusconiani saranno stati ben felici di scriverlo!
:)
Perché parlare amorevolmente al nostro target quando possiamo offenderlo?
Perché cercare di avvicinarci a lui, di parlare nella sua lingua, quando possiamo umiliarlo?
Perché coccolarlo, viziarlo, adularlo?
A volte anche "mentirgli" bonariamente... perché no? Alla signora Maria, in fondo, fa sempre piacere sentirsi dire che è bella e desiderabile...
Ci sono tanti modi per affermare che dobbiamo migliorare l'alimentazione, che l'acqua Rocchetta depura e ci aiuta ad "eliminare le scorie e fare tanta plin plin"... a mio parere, però, è stato scelto il peggiore!
A vostro avviso, le donne si identificheranno più nella Chiabotto o nella simpatica (e carina, diciamolo!) brunetta?
E, ammesso che prendano la Chiabotto ad ideale al quale aspirare, saranno davvero incentivate da questo spot a consumare l'Acqua della Salute?
Che differenza c'è tra un messaggio subliminale ed un virale?
Probabilmente entrambi ottengono risultati ma, personalmente, trovo il primo estremamente antipatico e spiacevole.
Facciamo un passo indietro.
Il bombardamento mediatico dei messaggi politici è appena iniziato.
Ne vedremo delle "belle" (pochissime)!
E ne vedremo delle bruttissime: scorrettezze, meschinità ed i muri delle nostre città che saranno deturpati da inutili manifesti, salvo essere poi ripuliti a nostre spese fra qualche mese... ma questa è un'altra storia.
E poi ci sono i messaggi video. Diramati a mezzo televisivo e -finalmente- tramite l'internet.
Ho sempre odiato chi sfrutta i mass media per fare promozione politica, quando non in contesto.
Figuriamoci, poi, quando a parlare di tali argomenti è un detergente intimo.
No, non ho commesso alcun refuso, avete letto bene.
Osservate ed ascoltate con attenzione.
Maligno io? Resto in politica e cito un anziano statista italiano: "A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca"
Passiamo ora ai virali.
La politica timidamente si è affacciata all'internet negli anni scorsi. Ne ha fatto un uso più o meno corretto, si è aperta al dialogo con i propri elettori e con gli avversari.
Oggi, qualche coraggioso, tenta la strada del non-convenzionale.
Tengo a sottolineare che in questo post non parlo di ideologie, ma solo di tattiche pubblicitarie.
Ed io preferisco nettamente la seconda.
Ma quale web 2.0?
Non è affatto vero che vita on-line e vita off-line vanno a braccetto!
Gente, se usate il computer, fatelo di nascosto!
No, non sto esagerando... sto solo seguendo alla lettera i consigli di "Giulio Cesaroni"
Ebbene sì, l'intervista al nuovo guru dell'internet, Claudio Amendola, mi ha finalmente illuminato!
Anzi, quasi quasi cambio lavoro!
Adesso, ai miei occhi, progetti come quello della Nokia, che vuole creare (sul web) una vera e propria enciclopedia (anzi, wikipedia) delle esperienze (quelle fatte a computer spento, per intenderci), mi sembrano non solo utopistici, ma addirittura folli.
Se pensate di essere sulla stessa linea d'onda di Amendolanon contattateOfficina-Project: stanno cercando persone che credono sia possibile condividere le proprie esperienze on-line.